domenica 30 aprile 2017

Charly Black - You're Perfect (Official Video)

On the Milky Road | Trailer Italiano con Monica Bellucci

Un imprevisto chiamato amore di Anna Premoli (Newton Compton)



Jordan ha un piano: vivere a New York dimenticando i problemi economici. Come pensa di realizzarlo? Sposando un ricco medico. L'imprevisto? Rory Pittman, un giovane specializzando con tanta strada da fare... Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua, ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è appena arrivata a New York intenzionata a realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere a causa della malattia della madre, si è convinta di poter essere la perfetta terza moglie di un ricco primario piuttosto avanti con gli anni. Ma nel piano non aveva certo previsto che, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all'ospedale, sarebbe svenuta ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt'altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo...

Biennale Arte 2017 - Kishio SUGA

Orphan Unleashed | Detective Comics #955

COMICON, BAGNO DI FOLLA ALLA 19° EDIZIONE DELLA FIERA DEL FUMETTO A NAPOLI

sabato 29 aprile 2017

Afrojack, David Guetta - Another Life (Official Video) ft. Ester Dean

Sean Paul - Body ft. Migos

Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta di Robert M. Pirsig. Traduttore: D. Vezzoli (Adelphi)



Una Grande Avventura, a cavallo di una motocicletta e della mente; una visione variegata dell’America on the road, dal Minnesota al Pacifico; un lucido, tortuoso viaggio iniziatico. Qual è la differenza fra chi viaggia in motocicletta sapendo come la moto funziona e chi non lo sa? In che misura ci si deve occupare della manutenzione della propria motocicletta? Mentre guarda smaglianti prati blu di fiori di lino, nella mente del narratore si formula una risposta: «Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore». Questo pensiero è la minuscola leva che servirà a sollevare altre domande subito incombenti: da che cosa nasce la tecnologia, perché provoca odio, perché è illusorio sfuggirle? Che cos’è la Qualità? Perché non possiamo vivere senza di essa?

Top 5 Myths About Marvel Comics

INCREDIBILI INUMANI #1 RECENSIONE - Nuovissima Marvel

Gentiloni alla mostra “Dai Crivelli a Rubens, tesori d’arte da Fermo e d...

Dakar 2018: le interviste a Botturi, Cerutti, team Pandakar e Toia

giovedì 27 aprile 2017

Il sangue di Caino di Enrica Perucchietti e Paolo Battistel

SaldaPress, Dark Horse: Aliens 1, la videorecensione

Marvel Comics: Hydra Explained

FILM TRATTI DA LIBRI - HAUL | BarbieXanax

Barletta | Libri in corsia al Dimiccoli

Volkswagen Passat Alltrack BiTDI: il trailer su neve

Pentecoste: lo Spirito Santo nell'arte

The Weeknd - Starboy (official) ft. Daft Punk

mercoledì 19 aprile 2017

FUORI TEMPO MASSIMO - i libri d'artista di Paola Scialpi al Fondo Verri di Lecce



























“Mare: una storia da riscrivere"," Ombre "," Donne";" Fuori tempo massimo" sono i quattro libri d'arte creati dall'artista Paola Scialpi.  Un' interessante e stimolante avventura, carica di impegno per il sociale,  per l'artista salentina che si è voluta cimentare in una creazione  del tutto nuova per il suo percorso artistico. I libri racchiudono in una ventina di pagine immagini dipinte e racconti, totalmente inediti e scritti a mano, che narrano il contenuto di storie talvolta ai margini talvolta alla deriva. Il primo dedicato ai migranti, è stato accolto con sincera condivisione spirituale e vicinanza umana da Papa Francesco a cui l'artista ha fatto dono di una copia. Il libro  che parla di migranti, contiene oltre alle immagini un racconto molto toccante. Il secondo "Ombre" esprime con immagini e racconti la vita dei senza tetto e della vecchiaia in solitudine. Il terzo "Donne" si riferisce a molte situazioni, tutte al femminile, e contiene oltre ad un racconto scritto dall'artista anche piccoli componimenti di poetesse contemporanee. Il quarto " Fuori tempo massimo "rappresenta invece gli eventi atmosferici e geologici che l'uomo deve affrontare sempre più frequentemente. I libri sono opere uniche nate dalla sensibilità di un’artista che ha da sempre utilizzato la sua arte per denunciare o comunque per inviare messaggi di critica e di riflessione sulla nostra contemporaneità sempre più complessa e sempre più sfuggente.

I libri saranno esposti al Fondo Verri di Lecce via Santa Maria del Paradiso dal 21 al 25 aprile 2017. Inaugurazione 21 aprile 2017 ore 19,30.

LAZZA - MOB feat. SALMO & NITRO (Prod. 333 Mob)

NEW JEEP RENEGADE UPLAND 2017 - FIRST TEST DRIVE ONLY SOUND

Trip Lives! - Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.

Barcelona vs Juventus: It's Time To Reload

Red Carpet World Premiere: Marvel Studios' Guardians of the Galaxy Vol 2...

MATTIA BRIGA - NOVOCAINA (BOOK-TRAILER)

martedì 18 aprile 2017

venerdì 14 aprile 2017

Lo specchio

Happy different di Alessandra Peluso

Tuscany beautiful Everywhere - Countryside

Enjoy #Trentinolife

Raz Degan sbotta "Adesso il mio contratto è finito lasciatemi solo"

Is MY Shemara the oldest SuperYacht in the world? 5 Minute Profile

Opeth - Cusp Of Eternity (Audio)

Diggin In The Crates With THEY.

Mirko Zilahy, "La forma del buio" (Longanesi) - booktrailer

giovedì 13 aprile 2017

L'infinito

Il gusto di essere altruisti

Songbringer - Official GDC / PAX Demo Playthrough with Commentary

Wilbur Smith "L' ultimo faraone" (Longanesi) - booktrailer

HONOR 8 PRO: la Recensione di Cellulare Magazine

Summa daemoniaca di José Fortea

5 FANTASMI RIPRESI DA YOUTUBER

Giuseppe custode e unico abitante del borgo abbandonato: "Non esiste un ...

TRANSFORMERS - L'ULTIMO CAVALIERE | Nuovo epico trailer [Italiano Ingl...

mercoledì 12 aprile 2017

Welcome to Overwatch Uprising! | Xbox One

NEW TOYOTA YARIS HYBRID 2017 - ALBERTO SANTILLI RACCONTA

Come realizzare un coniglietto di Pasqua con la lana

Vita semieroica di Franco Valobra di Dario Biagi. Per Odoya dal 20 aprile 2017 in libreria



Nato a Torino  nel 1924 e formatosi per diventare farmacista (nota la sua prima “campagna” per la diffusione dei preservativi), Franco Valobra è stato uno dei più obliqui, originali e “irregolari” intellettuali italiani. Fu colonnista di Playmen di Adelina Tattilo e Luciano Oppo, testata di cui ricorre quest’anno il cinquantennale dalla nascita. Playmen, che prese il volo dopo il divorzio di Tattilo da Saro Balsamo, già editore del “seminale” Men, fu la prima rivista patinata per adulti a affiancare arte, cultura, critica e campagne per il rinnovamento dei costumi alle foto softcore.  Tra i soggetti di quelle immagini un’inconsapevole Jackie Kennedy Onassis paparazzata nuda a Scorpios  — uno scoop e un azzardo che fece vendere al giornale mezzo milione di copie — e una invece conscia, ma più pudica Brigitte Bardot. Franco Valobra, che iniziò a Le Ore e scrisse anche per Men, divenne una delle penne più seguite della rivista. Oltre a una rubrica fissa in cui ben prima di Facebook si abbandonava a confessioni sulla sua vita che avrebbero fatto arrossire i nostri contemporanei , Valobra era il responsabile delle grandi interviste — tra gli intervistati da Playmen di quegli anni: Allen Ginsberg, Franco Zeffirelli, John Wayne, Luciano Bianciardi, Francis Bacon, Claudia Cardinale, Timothy Leary, Rudolf Nuereyev, Giorgio De Chirico, Saul Bellow etc —, ma si occupava anche dei commenti alle foto hot e spesso rispondeva anche alle lettere dei lettori. Un tuttofare che scriveva anche sotto lo pseudonimo Homerus S. Zweitag:  l’autore putativo dei romanzi  Muriel e Le gemelle, a cui Valobra fornì una dettagliata biografia di dandy intellettuale! Negli anni “d’oro” Playmen ebbe grossi problemi con la censura, nonostante questo poteva vantare firme come Fusco, Buzzati e addirittura un cameo di Henry Miller. Il “nostro” portava avanti una battaglia per il rinnovamento dei costumi col pretesto di difendere la rivista, anche quando il detrattore si chiamava Umberto Eco… Le sue esperienze si espansero alla Radio (Gli Altri Siamo noi, Lo spunto, Radio anch’io per Radiouno) sul finire degli anni Settanta e collaborò con Fellini — con cui ebbe una vera e propria amicizia, la passione per Jung in comune — per il Casanova. Jean Jacques Annaud lo volle come comparsa nel film Il Nome della Rosa.  A metà anni Novanta (come in un romanzo) si ritirò con la giovane moglie e il figliastro di lei nei Caraibi dove, sbagliati i calcoli, cadde in disgrazia. «Ricevetti una sua bellissima lettera in cui descriveva la vita ai Tropici senza i comfort del mondo occidentale» rammenta Massimo Balletti.  «Un grande reportage, in cui sembrava un po’ Calvino, un po’ Hemingway».  Fu così che i suoi amici, tra cui l’architetto Franzaldo di Paolo e Isabella De Paz partirono per il salvataggio, trovandolo intento a leggere i tarocchi ai turisti sull’isola di Martinica. È passato a miglior vita nel 2010 dopo un’altra interessante parentesi alla radio con la trasmissione di Radiodue Cattivi pensieri. La sua vita è un'imperdibile spaccato di storia del costume, interessante oggi da ripercorrere per chi ricerca le origini del libero pensiero in Italia…

Dario Biagi è giornalista e scrittore. A lungo nella redazione Cultura della Rai, ha lavorato per vari periodici. Ha pubblicato altre cinque biografie: Vita scandalosa di Giuseppe Berto (Bollati Boringhieri 1999), L’incantatore. Storia di Gian Carlo Fusco (Avagliano 2005), Il dio di carta. Vita di Erich Linder (Avagliano 2007), Cagnaccio di San Pietro (Gaffi 2013) e Il ribelle gentile. La vera storia di Piero Manzoni (Stampa alternativa 2013). Ha anche curato una mostra di Cagnaccio di San Pietro nel 2015, a Ca’ Pesaro di Venezia.


La gravidanza della terra a cura di Daniela Marcheschi (Olioofficina Slimbook)



È una antologia di poesie inedite, edita da Olio Officina, allestita con l'intento di riportare l'attenzione dei poeti italiani ed europei sulla campagna. Il lettore troverà versi di autori italiani, croati, francesi, portoghesi, rumeni, svedesi e svizzeri. La curatrice del volume, di cui riportiamo la prefazione, ha invitato quarantatre autori con la dichiarata intenzione di fare i conti con ciò che nel Ventunesimo secolo si può intendere per vita rurale. La gravidanza della terra è stata allestita con l'intento di riportare sulla campagna l'attenzione dei poeti italiani ed europei: il lettore troverà qui anche versi di autori croati, francesi, portoghesi, rumeni, svedesi e svizzeri. Questa antologia ha cioè inteso proporre loro l'idea di rifare in qualche modo i conti con ciò che, nel Ventunesimo secolo, può essere e significare la vita rurale. Una raccolta varia, come forma/spunto di un dibattito da riaprire pubblicamente, nello speciale cammino compiuto dalla poesia verso e attraverso il linguaggio, con la sua costruzione di figure, metafore e simboli, in grado di rappresentare ed estendere la nostra esperienza della realtà, di ampliare il confronto e la misura dell'uomo con il mondo, la vita. Per troppo tempo, nella Modernità, una certa filosofia ha distinto ciò che non poteva esserlo per la stessa natura biologica e antropologica dell'essere umano. Con effetti pratici non sempre positivi, a volte drammatici, si è separato l'indivisibile: la Natura dalla Cultura o dalla Storia; le Scienze dalle Lettere e dalle Arti e così via. Cose diverse, certamente, ma tronchi di un medesimo legno, scaturiti da uno stesso ceppo, giusto per usare una metafora vegetale. Dalla condizione connaturata nell'esere umano – ciò che abbiamo già avuto occasione di definire «umanesimo antropologico» – non si può e non si deve d'altronde più prescindere, se vogliamo allargare gli orizzonti, se vogliamo dare al futuro una possibilità in più di esistere come lo desidereremmo noi. C'è forse una maniera per rendere oggi ancora più vivo il mito delle metà o dell'ermafrodito, che Platone narra nel Simposio; e questa è distinguerlo dal mondo dell'eros inteso unicamente come slancio sessuale, per riconnetterlo a quello di Eros, considerato come Amore in senso pregnante: attenzione o tensione profonda verso tutto ciò che è “umano” e può costruirne una totalità nuova, entro una visione mutata della realtà e della cultura. Ciò significa tentare di riunire su basi contemporanee quanto la storia delle idee occidentali ha diviso per secoli, almeno a partire dal Seicento cartesiano: la mente e il corpo. Le più recenti acquisizioni scientifiche in merito alla genetica, al funzionamento del cervello, della mente, alle percezioni, impongono infatti ben altre soluzioni e strade di ricerca, e la letteratura non può ignorarne la portata e le istanze. Così, la poesia, come tutta l'arte della letteratura, è espressione e anche conoscenza. Ciò vuol dire che è anche emozione e memoria; è anche esperienza e sorpresa e piacere; è anche il precipizio oscuro e la luce della certezza. “È anche” tanto altro, insomma, ad libitum. Che certa poesia contemporanea – spesso fossilizzata in clichés – ignori una tale complessità, è purtroppo il suo marchio d'immobilismo. D'altra parte, la situazione umana, nella storia e nell'ambiente, muta di continuo, come si erano già accorti Francesco Guicciardini e Giacomo Leopardi. Mutano i tempi, ed i fenomeni sociali ed economici di industrializzazione e post-industrializzazione – nella loro sostanza multiforme e nelle loro conseguenze – si presentano ora in maniera assai più articolata, inconsueta. Ciò vale anche per altri fenomeni ed aspetti che, per meri pregiudizi ideologici o pigrizia, sono stati sovente relegati all'ambito di residuo del passato. Ma a torto: è un fatto che oggi il settore agricolo sia in grado di trainare di nuovo l'economia. Ciò impone un ripensamento critico su differenti piani: sociologico, economico, storico o culturale in senso lato. Una simile riflessione la si deve pretendere anche in poesia, che non può ritenersi un giardino chiuso, uno spazio ripiegato esclusivamente su un soggettivismo esasperato, sulle limitate ragioni di un io ipertrofico, pertanto immune dalle lacerazioni o dagli interrogativi dell'esistenza comune e della cultura. È, lo ribadiamo, quanto abbiamo tentato precisamente di avviare qui. Abbiamo cercato di restare il più possibile lontani dalle tentazioni dell'idillio, dal richiamo della campagna come rifugio, quasi astorico, per una borghesia che si sente comunque superiore ai contadini o alle classi ancora legate alla terra. Come se oggi la campagna fosse ancora quella di secoli fa, pochissimo o nulla meccanizzata, non industrializzata, quindi sospesa in una dimensione priva di consistenza. Abbiamo tentato di evitare le nostalgie arcadiche, connesse ad una vecchia concezione della Storia reputata un Assoluto, con le maiuscole appunto, quindi astrattamente: una Storia che accerchia o annienta la Natura, allo stesso modo considerata un Assoluto. In breve, una essenza immutabile, e non quello che è: dato ineludibile, ma anch'esso estremamente composito, in cui alcune realtà – e quella rurale ne è una – possono cambiare, mentre altre non sono soggette, o lo sono meno, a mutamenti. Questo non significa sottovalutare le gravi questioni connesse ad esempio alla produzione dei beni alimentari, fatti oggetto di un attacco economicistico senza pari; connesse all'ecologia, all'urgenza di salvaguardare le acque, l'aria, la campagna – il pianeta intero, come casa prima e una dell'essere umano. Nient'altro si è cercato che avvicinarle in maniera più consapevole, anche solo tramite il puro e semplice accostamento di tante voci diverse. Non a caso La gravidanza della terra è una antologia a tema, la prima del genere in Italia e, forse, non solo. Ampliare il ventaglio degli autori e delle poetiche rappresentate ha inteso essere un modo per vedere meglio le molte sfaccettature di una realtà problematica tutta da inventare, scoprire e ricreare. La condivisione di un invito a rimboccarci le maniche e tornare a coltivare la terra fertile delle idee poetiche. Fra tanti, ci sarà sicuramente qualcuno che, nel tracciare il solco, nell'arare il campo, riuscirà appunto a fare cultura nell'accezione originaria della parola: e, così, nuova poesia.